Chi siamo: Ferrini Ceramiche, Faenza

Un laboratorio nato in un cortile

Nel 1997 Gianluca Ferrini prese in affitto uno spazio piccolo, quasi nascosto, in un cortile del centro storico di Faenza. Il soffitto era basso, le pareti ancora coperte di calce vecchia, e il tornio era un Shimpo comprato di seconda mano da un ceramista che chiudeva bottega a Bologna. Non c'era un piano di business scritto su carta. C'era argilla locale, qualche ossido di ferro e manganese, e l'idea ostinata di lavorare in modo diretto, senza intermediari tra le mani e il materiale.

Perché proprio Faenza

La risposta semplice è che Gianluca ci era nato. Ma c'è di più. Faenza non è solo una città: è il luogo da cui, nel Quattrocento, partirono le prime spedizioni di maiolica verso Francia e Spagna, e da cui la lingua francese prese il termine faïence per indicare tutta una famiglia di ceramiche smaltate. Lavorare qui significa portare un peso specifico, nel senso buono della parola. Significa che ogni pezzo esce da un contesto che ha secoli di conversazione con l'argilla alle spalle. Gianluca ha sempre sentito questa cosa come una responsabilità concreta, non come un pretesto per fare marketing.

L'argilla, gli ossidi, il fuoco

Dal primo giorno, la scelta è stata usare argilla estratta nella zona del ravennate e della Valle del Lamone, impasti che hanno una plasticità riconoscibile e una risposta alla cottura che gli impasti industriali non replicano esattamente. Gli ossidi naturali, ferro, rame, cobalto e manganese in varie combinazioni, definiscono la palette cromatica del laboratorio: toni che cambiano a seconda della temperatura del forno e dell'atmosfera di cottura, mai identici al cento per cento da un'infornata all'altra. Questa variabilità non è un difetto. È la ragione per cui due tazze dello stesso modello non sono mai gemelle.

Il forno a gas, installato nel 2003 nel laboratorio più grande che Gianluca aveva affittato in via Naviglio, cuoce tra i 1180 e i 1240 gradi centigradi. La temperatura sale lentamente, per circa dodici ore, e scende ancor più lentamente. È un processo che non si può affrettare senza pagarne le conseguenze.

Il team oggi

Oggi nel laboratorio lavorano stabilmente tre persone. Gianluca gestisce il tornio e supervisiona tutte le cotture. Marta Evangelisti, entrata nel 2011 dopo aver studiato all'Istituto Statale d'Arte per la Ceramica di Faenza, si occupa della decorazione a pennello e di buona parte della produzione di serie. Davide Rossi, il più giovane, è arrivato nel 2019 e lavora prevalentemente sulle fasi di rifinitura e sugli stampi per le forme non tornite. Non è una grande struttura, e non è mai stata l'ambizione quella di diventarlo. Tre persone riescono a conoscere ogni pezzo che esce dalla porta.

Come lavoriamo con i clienti

La maggior parte degli ordini personalizzati nasce da una conversazione, spesso lunga. Un ristorante di Brisighella che cercava piatti fondi in un formato preciso ha impiegato due mesi di scambi e campioni prima di arrivare al pezzo definitivo. Un privato di Milano ha chiesto un servizio da dodici coperti con un bordo smaltato in verde ramina: abbiamo fatto cinque prove di ossido prima di trovare la concentrazione giusta. Non offriamo tempi rapidissimi perché il materiale non lo consente, e non sarebbe onesto fingere il contrario.

Dove siamo e come trovarci

Il laboratorio si trova ancora nel centro di Faenza, a pochi minuti a piedi dalla piazza. Si può visitare su appuntamento, ed è la cosa che Gianluca consiglia a chiunque voglia fare un ordine importante: vedere lo spazio, toccare i campioni, capire da vicino cosa è possibile e cosa no. I recapiti per fissare un appuntamento sono nella sezione contatti del sito.

Utilizziamo i cookie

Usiamo cookie per far funzionare il sito e, con il tuo consenso, per analisi e marketing.